Per ascoltare l’audio di oggi, 03 ottobre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/270 (2222)
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A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).
Si comincia a risalire la china,
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 173 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Nelle prime ore di oggi, sabato mattina, fonti mediche hanno riferito che cinque palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito una palazzina residenziale già diroccata a ovest di Gaza Città. Le persone uccise sono 4 donne e un bambino.
Contatti locali ci hanno riportato anche che aerei da guerra israeliani hanno lanciato stamattina una serie di raid, mentre l’esercito israeliano ha condotto operazioni di demolizione nel quartiere di Tuffah.
Nella parte centrale della Striscia, un palestinese è rimasto ferito quando un drone israeliano ha aperto il fuoco contro gli sfollati a est del campo profughi di Nuseirat.
Nella parte meridionale della Striscia, l’artiglieria delle forze di occupazione israeliane ha bombardato i quartieri orientali di Khan Younis, mentre i veicoli militari hanno aperto il fuoco nella zona di Al-Qarara, a nord-est della città.
Ieri, l’esercito israeliano ha ucciso 5 palestinesi in diversi attacchi aerei e di artiglieria. Tra le vittime un bambino di 10 anni e una donna anziana.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che le autorità di occupazione israeliane stanno impedendo l’ingresso di attrezzature mediche e apparecchi a raggi X nella Striscia di Gaza senza alcuna giustificazione ufficiale.
In una dichiarazione, l’organizzazione ha aggiunto che “le crescenti restrizioni imposte da Israele all’ingresso di medicinali e attrezzature mediche a Gaza minano le affermazioni di un allentamento delle misure restrettive”.
L’agenzia delle Nazioni Unite ha osservato che gli aiuti attualmente disponibili sono insufficienti a soddisfare i bisogni delle famiglie nella Striscia di Gaza, aggiungendo che i medicinali rappresentano una priorità assoluta e devono essere autorizzati immediatamente.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Uno stillicidio quotidiano. Ieri, venerdì sera, un giovane palestinese è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco da coloni israeliani nella città di Kobar, a nord di Ramallah, e il suo corpo è stato sequestrato e preso in ostaggio dall’esercito israeliano.
Il Ministero della Salute palestinese ha confermato la morte di Bahaa Sami Amin al-Natsha, 19 anni, originario di Kafr Aqab, a nord di Gerusalemme occupata. Il giovane è deceduto a causa delle gravi ferite riportate in seguito all’attacco a colpi d’arma da fuoco da parte dei coloni a Kobar.
I coloni avevano aperto il fuoco contro diversi palestinesi, ferendone uno. Le forze di occupazione israeliane hanno impedito alle ambulanze palestinesi di raggiungere i feriti e di prestare loro soccorso.
Nostri contatti locali ci hanno riferito inoltre che l’esercito israeliano ha fatto irruzione nella città, in sostegno ai coloni, e lanciato lacrimogeni contro i nativi, ferendo un uomo alla testa. Il ferito è stato trasportato – dopo il ritiro di soldati e coloni – all’ambulatorio cittadino, dove le sue condizioni sono state giudicate gravi.
Qusra
Un mese e 24 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
L’assedio non si è limitato a cancellare la libertà di movimento dei residenti; si è esteso anche alle organizzazioni internazionali. Le forze di occupazione israeliane hanno impedito all’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia) di far entrare un’autocisterna d’acqua nel villaggio, dopo che l’organizzazione era riuscita a consegnare cibo e medicinali alle famiglie assediate. Secondo il capo del Consiglio locale di Qusra, Abdul-Azim Wadi, il consiglio non è ancora riuscito a ripristinare completamente il servizio idrico nelle tre case, che ospitano nove palestinesi (marito, moglie e due figlie nella prima casa; madre, figlia e figlio nella seconda; e padre e figlio nella terza), che vivono in condizioni disperate a causa del loro isolamento. Wadi ha espresso la sua convinzione che l’assedio miri a costringere i residenti ad andarsene in modo che i coloni possano impossessarsi delle loro case e poi estendere la pressione al resto della popolazione della zona strategica per la presenza di un sorgente d’acqua. Ha sottolineato che le tre famiglie, nonostante l’assedio imposto, hanno scelto di rimanere nelle loro case e di non andarsene.
USA/IRAN
Trump torna di nuovo alle minacce di annientare l’Iran. Ma non sono solo le dichiarazioni a scuotere le paure nella regione. La mobilitazione militare di Washington sta assumendo un livello senza precedenti. 10 mila soldati si sono aggiunti a quelli presenti nelle basi Usa nel Golfo e nei paesi limitrofi e navi da guerra.
Un funzionario statunitense ha confermato che la portaerei “Roosevelt” si è diretta verso il Medio Oriente, aggiungendo che “entro la fine del mese prossimo ci saranno tre portaerei statunitensi e due gruppi da sbarco nelle vicinanze dell’Iran e che Washington avrà quindi molte opzioni per gestire la situazione con l’Iran”. Si conferma così che Trump intende sferrare un attacco contro l’Iran dopo le elezioni di novembre.
Yemen
Si annuncia una guerra dura e di lunga durata. L’Arabia Saudita sta attrezzando un esercito yemenita di 100 mila soldati, supportati da attacchi dal cielo contro le postazioni Houthi, compresa la capitale Sanaa. Sono i risultati ai quali sono giunti gli incontri degli oltre 20 paesi per la libertà di navigazione nel Mar Rosso, tra i quali l’Italia, e i tre paesi alleati dell’accordo di sicurezza, oltre a Riad, Turchia e Pakistan. Queste ultime due hanno fornito all’Arabia saudita aerei, droni e artiglieria.
Stati Uniti e paesi europei forniscono informazioni di intelligence e mezzi difensivi con personale militare, per la protezione delle strutture petrolifere e le città saudite dagli attacchi missilistici e con droni provenienti dallo Yemen. Il Pakistan ha attualmente in Arabia Saudita tra i 30 e i 40 mila soldati schierati sulla linea del fronte con lo Yemen, in difesa del territorio da eventuali attacchi di terra.
Israele/Liste elettorali dei nativi
L’Alta corte israeliana ha respinto la cancellazione delle liste elettorali dei nativi palestinesi ed ha riammesso la candidatura del comunista, Ofer Cassif, escluso dalla commissione parlamentare a maggioranza sionista.
Il candidato palestinese, Sami Shehade, ha deciso di ritirarsi dalla corsa elettorale, per evitare l’esclusione.
Il tentativo del Likud e dell’estrema destra di escludere i partiti dei nativi e di sinistra è fallito. Le due liste riammesse secondo i sondaggi potrebbero raccogliere voti per 12-13 deputati, che potrebbero essere decisivi per mandare a casa Netanyahu.
L’ex premier Barak si è detto preoccupato delle manovre di Netanyahu a livello regionale. “Potrebbe scatenare una guerra solitaria contro l’Iran, per far saltare le elezioni. Abbiamo visto l’isolamento di Israele all’Onu ed il mancato incontro con Trump. A New York il premier è rimasto per soli 8 ore, senza incontri politici di rilievo”.
Netanyahu ha sfruttato la crisi del volo della Fly Dubai, per minacciare di scatenare una guerra contro chi ha mandato l’attentatore, prima ancora che terminassero le indagini delle procure saudite e emiratine.
Non solo i giornalisti palestinesi nel mirino dell’IOF
4 giornalisti sono stati subdolamente minacciati dall’esercito israeliano (IOF) sui social.
Un post dell’esercito israeliano sulla piattaforma X ha scatenato reazioni allarmate, dopo aver taggato quattro giornalisti e commentatori – Piers Morgan, Hassan Baker, Mehdi Hasan e Owen Jones – affermando che “i titoli dei giornali raccontavano una storia, ma le prove ne raccontano un’altra”, aggiungendo: “Restate sintonizzati, presto riveleremo tutto”.
L’esercito israeliano ha incluso nel post le testimonianze dei quattro giornalisti senza specificare la natura delle prove che pretendeva di rivelare. Ciò ha provocato reazioni da parte delle persone prese di mira, che hanno messo in discussione il significato del post e se contenesse una velata minaccia. vedi il post incriminato
La Hasbara in difficoltà
Di fronte al successo nelle sale cinematografiche del film Naza, dei registi israeliani Yuval Abraham e Michel Zsor, che hanno avuto il premio della Giuria al festival del cinema di Venezia, il governo Netanyahu sta tentando di ostacolare la diffusione della forte critica ai programmi genocidari dell’esercito israeliano.
Una bufala ha invaso i social: il 10 ottobre: “Naza sarà trasmesso dalla Rai”. Non era vero. La bufala è stata smentita dalla Rai e dalla casa di distribuzione del film che ha informato che per decisione dei registi il film sarà reso pubblico gratuitamente sul web da novembre, dopo la conclusione della diffusione nelle sale.
Non solo, ma adesso l’esercito israeliano ha prodotto un altro film sempre dal nome Naza ma con un sottotitolo: la vera storia. Hanno copiato grafica, font, fotografia e ambientazione del film originale di Abraham e Zsor, ma per dare fiato alla Hasbara menzognera, che si riscopre in affanno.
DDL antisemita contro i palestinesi

Grande mobilitazione contro il DDL bavaglio. vedi il video del Comitato vedi il video ANSA
Un presidio davanti a Montecitorio al grido “Palestina libera”, “Antisionismo non antisemitismo”, “Siamo tutti antifascisti”, “Coloro che hanno fatto le leggi razziali, non ci vengano a insegnare la lotta contro il razzismo”. Una manifestazione partecipata e molto colorata con bandiere e striscioni molto chiari e significativi contro la legge bavaglio.
Sono molti gli attori e gli artisti (ne citiamo Moni Ovadia e Vauro) che ieri venerdì 2 ottobre si sono uniti al presidio di contrasto al Ddl Antisemita contro i palestinesi. Una maratona di lettura in piazza Montecitorio ha scandito le motivazioni della protesta. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha affermato: “Sono gli ultimi giorni utili per cercare di impedire l’approvazione di questa norma; questo Ddl è pericoloso perché si basa su una definizione del 2016 che era nata come una linea guida. L’antisemitismo non va confuso con le critiche all’ideologia sionista e anche quando noi diciamo che quello che sta commettendo Israele può o meno ricordare cose del passato, stiamo esprimendo un giudizio e non stiamo praticando antisemitismo”.
In tutta Italia, sono in corso manifestazioni locali e regionali contro la legge bavaglio. Il programma completo sul sito. QUI e QUI
Mobilitazione mondiale per la Palestina libera
Il 10 ottobre è programmata a livello mondiale una giornata di mobilitazioni per la Palestina. l’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario.
Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, 4 mesi e 18 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi sabato 03 ottobre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
È arrivata questa settimana una nuova adozione a distanza. Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 173 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Sabato 17 ottobre, “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata alla biblioteca di San Martino al Tagliamento (Pordenone).
A Torino, la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata al il festival Matota di letteratura per ragazze e ragazzi. Inaugurazione il 25 settembre. Ne parlerà una delle curatrici, l’illustratrice Emanuela Bussolati. Ecco qui il link al sito del festival www.matota.it
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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IT95V0760116500001077263521
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Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
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[…] [Anbamed] NL 2222 – 03 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2221 – 02 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2220 – 01 ottobre 2026 ANBAMED Tag articolo: #Anbamed#MEDIO ORIENTE#MEDITERRANEO#Palestina […]