Per ascoltare l’audio di oggi, 04 ottobre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/271 (2223)
Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com
Sostieni l’informazione libera e indipendente!
Per farlo con una donazione basta un click: QUI il conto PayPal,
Inquadra il QR:
Oppure bonifico: IBAN (nuovo) C/C presso BancoPosta:
Causale: Donazione per Anbamed
A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).
Si comincia a risalire la china,
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.
Ieri sono arrivate altre due nuove adozioni. Siamo a quota 175 bambini/e resi felici. (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Ieri sabato sono stati uccisi 9 palestinesi. Cinque sono stati uccisi in un solo attacco contro un appartamento a Gaza città: 4 donne e un giovane ragazzo (vedi i dettagli più avanti).
– Zain al-Din Hamdan è stato ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da un drone a Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.
– Muhammad Talaat Aqel, del campo profughi di Jabalia, è morto per le ferite riportate a causa del fuoco israeliano a Deir al-Balah alcuni giorni fa.
– Mahmoud al-Bazm è stato ucciso in un attacco a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale.
-è deceduto Mohammed Akram Anan, di Gaza città, ferito in un precedente bombardamento sulla sua tenda.
– L’artiglieria israeliana ha bombardato la parte settentrionale del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
– Diverse persone sono rimaste ferite quando un gruppo di civili è stato preso di mira vicino all’incrocio di al-Jalaa, a nord di Gaza City.
– L’artiglieria israeliana ha colpito l’area intorno al ponte di Wadi Gaza.
– Una ragazza è stata ferita da colpi di arma da fuoco israeliani all’interno della sua tenda a Wadi al-Salqa, a sud di Deir al-Balah.
– Il bombardamento di artiglieria ha colpito aree a sud di Khan Younis.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Chi sono le 4 donne uccise ieri a Gaza?
Una madre e sua figlia, entrambe cristiane di Gaza, e un’accademica palestinese con la madre, sono tra le quattro donne uccise da Israele in un raid aereo contro un edificio residenziale nel quartiere di Rimal, a ovest di Gaza City, nelle prime ore di sabato mattina.
Il raid aereo, che ha colpito il piano terra dell’edificio “Al-Asala 1” vicino alla rotonda di Haidar, ha ucciso cinque palestinesi – le quattro donne e un giovane – e ne ha feriti altri, secondo fonti mediche palestinesi.
Secondo nostri contatti locali, le quattro donne sono: Maysaa Khader Ibrahim Abu Daoud e sua figlia, Mary Hafez Michel Najjar, l’accademica Yasmine Khamis Al-Boubou e sua madre, Haloum Al-Boubou.
Maysaa, conosciuta come “Um Michel”, e sua figlia, Mary, conosciuta come “Um Fouad”, erano cristiane palestinesi originarie di Gaza City.
Madre e figlia dedicavano il loro tempo al servizio dei parrocchiani e degli sfollati presso il rifugio della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, in mezzo alle drammatiche condizioni umanitarie che affliggono gli abitanti della Striscia di Gaza a causa della guerra genocidaria israeliana, secondo quanto riportato dall’Alto Comitato Presidenziale per gli Affari Ecclesiastici in Palestina.
Yasmin Khamis Muhammad Al-Boubou è una docente palestinese di Multimedia presso il College of Intermediate Studies dell’Università di Palestina a Gaza. Continuate a leggere
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere
==========================================
Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Le aggressioni dei coloni ebrei israeliani contro i nativi palestinesi sta assumendo il carattere di un’offensiva generalizzata e ben architettata da governo ed esercito occupanti. Non sono azioni sporadiche di “ragazzi fuori controllo”, come le presenta il criminale di guerra ricercato Netanyahu. Tutti i giorni e in tutte le province della Cisgiordania e Gerusalemme est occupate avvengono decine di attacchi. Vanno dalle aggressioni a persone e proprietà, incendio di auto e terreni, sradicamento di alberi produttivi (ulivi, mandorli, agrumi…). Non mancano i furti di bestiami e delle olive già raccolte dalle famiglie proprietarie palestinesi.
Di questi attacchi ieri ne sono stati contati 21, in diverse località. Sempre con la sorveglianza e protezione dell’esercito, che interviene soltanto quando la reazione dei palestinesi con le pietre sovrasta l’azione dei coloni aggressori. I feriti palestinesi ieri sono stati 34, alcuni colpiti dalle pallottole di coloni e soldati. 29 gli arrestati, secondo gli episodi narrati dall’agenzia Wafa.
Giornalisti nel mirino

In Cisgiordania, ieri, l’esercito di occupazione ha arrestato due giornalisti durante lo svolgimento del loro lavoro.
Raja Jabr, membro del sindacato dei giornalisti, è stata arrestata ad Arraba.
Sami El-Shamy è stato arrestato nel villaggio di Assira Ghiblia, a sud di Nablus.
A tutt’e due sono stati sequestrati macchine fotografiche, cellulari e computer. Sono state perquisite le loro case. Ad oltre 24 ore dall’arresto non sono stati rilasciati e nei loro confronti non sono state avanzate accuse. Il governo Netanyahu, come a Gaza, non vuole che il mondo venga a sapere nulla dei crimini che stanno compiendo il suo esercito ed i suoi coloni.
Qusra
Un mese e 25 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
Un nuovo caso di occupazione di case palestinesi. È avvenuto ieri a al-Mughayyir. Alcuni coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, hanno fatto irruzione nella periferia del villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Fonti locali hanno riferito che i coloni sono entrati nella pianura di Marj Si’a, situata tra i villaggi di al-Mughayyir e Abu Falah, e hanno fatto pascolare le loro pecore su terreni di proprietà palestinese. Le forze israeliane hanno quindi fatto irruzione in un’abitazione della zona per fornire protezione ai coloni.
In precedenza, alcuni coloni avevano fatto pascolare le loro pecore su terreni agricoli nel villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah.
Marzouq Abu Na’im, vice capo del consiglio del villaggio di al-Mughayyir, ha dichiarato che un gruppo di coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, ha fatto pascolare le proprie pecore negli oliveti nella parte orientale della pianura di al-Mughayyir, causando danni agli alberi e ai raccolti. La casa dei contadini palestinesi, dopo aver cacciato i proprietari, è stata consegnata dai soldati ai coloni armati.
USA/IRAN
Tre navi colpite da droni e mine nello Stretto di Hormuz, in due giorni. Nessuna rivendicazione, ma è chiara la responsabilità delle Guardie rivoluzionarie iraniane, che hanno minato il corso di mare e minacciato tutte le navi commerciali che non concordano il passaggio con la marina di Teheran, pagando i dazi imposti unilateralmente.
La navigazione nel Golfo è praticamente bloccata, malgrado gli strali di Trump, che afferma il pieno controllo Usa sullo Stretto.
Malgrado le misure dei paesi consumatori, di riduzione delle riserve strategiche, i prezzi del petrolio continuano a salire, in mancanza di una prospettiva certa di fine della guerra nel Golfo e nel Mar Nero (guerra Russia Ucraina).
Yemen
Bombardamento saudita su Sanaa. Capitale dello Yemen, sotto il controllo degli Houthi dal 2014. Sul fronte occidentale e centrale, le forze di governative sostengono di aver guadagnato posizioni. Dal canto loro, le milizie Houthi hanno bombardato con missili balistici e droni un complesso petrolifero della Aramco ad Assir, in Arabia Saudita. È una guerra guerreggiata che rischia di incendiare di nuovo tutta la regione, coinvolgendo anche altri paesi in sostegno al regno.
Etiopia
Le truppe governative stanno riprendendo di nuovo Makalle, abbandonata dai combattenti del Fronte popolare per la liberazione del Tigray. Il paese scosso da una guerra civile su più fronti è attraversato da scontri inter-etnici che potrebbero durare a lungo. La tregua del 2022 non ha retto, per la mancanza di rispetto da parte del governo centrale delle promesse di autonomia da concedere alle regioni.
Si sovrappone alla crisi interna anche una conflittualità esterna con i paesi confinanti, Sudan e Eritrea, che si sommano alla tensione con l’Egitto per le acque del Nilo, sottratte da Addis Abeba con la costruzione della diga “Rinascita”, che ha ridotto l’afflusso di acque, riducendo il più grande fiume del mondo, in alcune zone egiziane e sudanesi, a ruscelli e minacciando navigazione e agricoltura.
L’Etiopia ha rotto le relazioni diplomatiche con l’Eritrea e ha cacciato un diplomatico egiziano. Asmara e il Cairo hanno risposto con misure equivalenti.
DDL antisemita contro i palestinesi
Adesso, in tutta Italia, è in corso la preparazione dei presidi del 10 e 13 ottobre. È stata una grande mobilitazione contro il DDL bavaglio quella del 2 ottobre. vedi il video del Comitato vedi il video ANSA
Un presidio davanti a Montecitorio al grido “Palestina libera”, “Antisionismo non antisemitismo”, “Siamo tutti antifascisti”, “Coloro che hanno fatto le leggi razziali, non ci vengano a insegnare la lotta contro il razzismo”. Una manifestazione partecipata e molto colorata con bandiere e striscioni molto chiari e significativi contro la legge bavaglio.
Sono molti gli attori e gli artisti (ne citiamo Moni Ovadia e Vauro) che ieri venerdì 2 ottobre si sono uniti al presidio di contrasto al Ddl Antisemita contro i palestinesi. Una maratona di lettura in piazza Montecitorio ha scandito le motivazioni della protesta. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha affermato: “Sono gli ultimi giorni utili per cercare di impedire l’approvazione di questa norma; questo Ddl è pericoloso perché si basa su una definizione del 2016 che era nata come una linea guida. L’antisemitismo non va confuso con le critiche all’ideologia sionista e anche quando noi diciamo che quello che sta commettendo Israele può o meno ricordare cose del passato, stiamo esprimendo un giudizio e non stiamo praticando antisemitismo”.
In tutta Italia, si sono avute manifestazioni locali e regionali contro la legge bavaglio. Il programma completo sul sito. QUI e QUI
Mobilitazione mondiale per la Palestina libera
Il 10 ottobre è programmata a livello mondiale una giornata di mobilitazioni per la Palestina. l’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario.
Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Il dr. Hussam Abu Safiya candidato al premio europeo Sakharov: leggi tutto!
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, 4 mesi e 19 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 04 ottobre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
È arrivata questa settimana una nuova adozione a distanza. Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 173 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Sabato 17 ottobre, “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata alla biblioteca di San Martino al Tagliamento (Pordenone).
A Torino, la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata al il festival Matota di letteratura per ragazze e ragazzi. Inaugurazione il 25 settembre. Ne parlerà una delle curatrici, l’illustratrice Emanuela Bussolati. Ecco qui il link al sito del festival www.matota.it
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
Sostienici!
Per farlo basta un click: QUI il conto PayPal
Oppure bonifico: IBAN C/C presso BancoPosta:
IT95V0760116500001077263521
Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.
Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
Rispetto della Privacy: leggi tutto!
]Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Per ascoltare l’audio di oggi, 04 ottobre 2026:
Rassegna anno VII/271 (2223)
Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com
e visita il sito: https://www.anbamed.it
Sostieni l’informazione libera e indipendente!
Per farlo con una donazione basta un click: QUI il conto PayPal,
Inquadra il QR:
Oppure bonifico: IBAN (nuovo) C/C presso BancoPosta:
Causale: Donazione per Anbamed
A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).
Si comincia a risalire la china,
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.
Ieri sono arrivate altre due nuove adozioni. Siamo a quota 175 bambini/e resi felici. (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Ieri sabato sono stati uccisi 9 palestinesi. Cinque sono stati uccisi in un solo attacco contro un appartamento a Gaza città: 4 donne e un giovane ragazzo (vedi i dettagli più avanti).
– Zain al-Din Hamdan è stato ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da un drone a Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.
– Muhammad Talaat Aqel, del campo profughi di Jabalia, è morto per le ferite riportate a causa del fuoco israeliano a Deir al-Balah alcuni giorni fa.
– Mahmoud al-Bazm è stato ucciso in un attacco a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale.
-è deceduto Mohammed Akram Anan, di Gaza città, ferito in un precedente bombardamento sulla sua tenda.
– L’artiglieria israeliana ha bombardato la parte settentrionale del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
– Diverse persone sono rimaste ferite quando un gruppo di civili è stato preso di mira vicino all’incrocio di al-Jalaa, a nord di Gaza City.
– L’artiglieria israeliana ha colpito l’area intorno al ponte di Wadi Gaza.
– Una ragazza è stata ferita da colpi di arma da fuoco israeliani all’interno della sua tenda a Wadi al-Salqa, a sud di Deir al-Balah.
– Il bombardamento di artiglieria ha colpito aree a sud di Khan Younis.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Chi sono le 4 donne uccise ieri a Gaza?
Una madre e sua figlia, entrambe cristiane di Gaza, e un’accademica palestinese con la madre, sono tra le quattro donne uccise da Israele in un raid aereo contro un edificio residenziale nel quartiere di Rimal, a ovest di Gaza City, nelle prime ore di sabato mattina.
Il raid aereo, che ha colpito il piano terra dell’edificio “Al-Asala 1” vicino alla rotonda di Haidar, ha ucciso cinque palestinesi – le quattro donne e un giovane – e ne ha feriti altri, secondo fonti mediche palestinesi.
Secondo nostri contatti locali, le quattro donne sono: Maysaa Khader Ibrahim Abu Daoud e sua figlia, Mary Hafez Michel Najjar, l’accademica Yasmine Khamis Al-Boubou e sua madre, Haloum Al-Boubou.
Maysaa, conosciuta come “Um Michel”, e sua figlia, Mary, conosciuta come “Um Fouad”, erano cristiane palestinesi originarie di Gaza City.
Madre e figlia dedicavano il loro tempo al servizio dei parrocchiani e degli sfollati presso il rifugio della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, in mezzo alle drammatiche condizioni umanitarie che affliggono gli abitanti della Striscia di Gaza a causa della guerra genocidaria israeliana, secondo quanto riportato dall’Alto Comitato Presidenziale per gli Affari Ecclesiastici in Palestina.
Yasmin Khamis Muhammad Al-Boubou è una docente palestinese di Multimedia presso il College of Intermediate Studies dell’Università di Palestina a Gaza. Continuate a leggere
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere
==========================================
Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Le aggressioni dei coloni ebrei israeliani contro i nativi palestinesi sta assumendo il carattere di un’offensiva generalizzata e ben architettata da governo ed esercito occupanti. Non sono azioni sporadiche di “ragazzi fuori controllo”, come le presenta il criminale di guerra ricercato Netanyahu. Tutti i giorni e in tutte le province della Cisgiordania e Gerusalemme est occupate avvengono decine di attacchi. Vanno dalle aggressioni a persone e proprietà, incendio di auto e terreni, sradicamento di alberi produttivi (ulivi, mandorli, agrumi…). Non mancano i furti di bestiami e delle olive già raccolte dalle famiglie proprietarie palestinesi.
Di questi attacchi ieri ne sono stati contati 21, in diverse località. Sempre con la sorveglianza e protezione dell’esercito, che interviene soltanto quando la reazione dei palestinesi con le pietre sovrasta l’azione dei coloni aggressori. I feriti palestinesi ieri sono stati 34, alcuni colpiti dalle pallottole di coloni e soldati. 29 gli arrestati, secondo gli episodi narrati dall’agenzia Wafa.
Giornalisti nel mirino
In Cisgiordania, ieri, l’esercito di occupazione ha arrestato due giornalisti durante lo svolgimento del loro lavoro.
Raja Jabr, membro del sindacato dei giornalisti, è stata arrestata ad Arraba.
Sami El-Shamy è stato arrestato nel villaggio di Assira Ghiblia, a sud di Nablus.
A tutt’e due sono stati sequestrati macchine fotografiche, cellulari e computer. Sono state perquisite le loro case. Ad oltre 24 ore dall’arresto non sono stati rilasciati e nei loro confronti non sono state avanzate accuse. Il governo Netanyahu, come a Gaza, non vuole che il mondo venga a sapere nulla dei crimini che stanno compiendo il suo esercito ed i suoi coloni.
Qusra
Un mese e 25 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
Un nuovo caso di occupazione di case palestinesi. È avvenuto ieri a al-Mughayyir. Alcuni coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, hanno fatto irruzione nella periferia del villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Fonti locali hanno riferito che i coloni sono entrati nella pianura di Marj Si’a, situata tra i villaggi di al-Mughayyir e Abu Falah, e hanno fatto pascolare le loro pecore su terreni di proprietà palestinese. Le forze israeliane hanno quindi fatto irruzione in un’abitazione della zona per fornire protezione ai coloni.
In precedenza, alcuni coloni avevano fatto pascolare le loro pecore su terreni agricoli nel villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah.
Marzouq Abu Na’im, vice capo del consiglio del villaggio di al-Mughayyir, ha dichiarato che un gruppo di coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, ha fatto pascolare le proprie pecore negli oliveti nella parte orientale della pianura di al-Mughayyir, causando danni agli alberi e ai raccolti. La casa dei contadini palestinesi, dopo aver cacciato i proprietari, è stata consegnata dai soldati ai coloni armati.
USA/IRAN
Tre navi colpite da droni e mine nello Stretto di Hormuz, in due giorni. Nessuna rivendicazione, ma è chiara la responsabilità delle Guardie rivoluzionarie iraniane, che hanno minato il corso di mare e minacciato tutte le navi commerciali che non concordano il passaggio con la marina di Teheran, pagando i dazi imposti unilateralmente.
La navigazione nel Golfo è praticamente bloccata, malgrado gli strali di Trump, che afferma il pieno controllo Usa sullo Stretto.
Malgrado le misure dei paesi consumatori, di riduzione delle riserve strategiche, i prezzi del petrolio continuano a salire, in mancanza di una prospettiva certa di fine della guerra nel Golfo e nel Mar Nero (guerra Russia Ucraina).
Yemen
Bombardamento saudita su Sanaa. Capitale dello Yemen, sotto il controllo degli Houthi dal 2014. Sul fronte occidentale e centrale, le forze di governative sostengono di aver guadagnato posizioni. Dal canto loro, le milizie Houthi hanno bombardato con missili balistici e droni un complesso petrolifero della Aramco ad Assir, in Arabia Saudita. È una guerra guerreggiata che rischia di incendiare di nuovo tutta la regione, coinvolgendo anche altri paesi in sostegno al regno.
Etiopia
Le truppe governative stanno riprendendo di nuovo Makalle, abbandonata dai combattenti del Fronte popolare per la liberazione del Tigray. Il paese scosso da una guerra civile su più fronti è attraversato da scontri inter-etnici che potrebbero durare a lungo. La tregua del 2022 non ha retto, per la mancanza di rispetto da parte del governo centrale delle promesse di autonomia da concedere alle regioni.
Si sovrappone alla crisi interna anche una conflittualità esterna con i paesi confinanti, Sudan e Eritrea, che si sommano alla tensione con l’Egitto per le acque del Nilo, sottratte da Addis Abeba con la costruzione della diga “Rinascita”, che ha ridotto l’afflusso di acque, riducendo il più grande fiume del mondo, in alcune zone egiziane e sudanesi, a ruscelli e minacciando navigazione e agricoltura.
L’Etiopia ha rotto le relazioni diplomatiche con l’Eritrea e ha cacciato un diplomatico egiziano. Asmara e il Cairo hanno risposto con misure equivalenti.
DDL antisemita contro i palestinesi
Adesso, in tutta Italia, è in corso la preparazione dei presidi del 10 e 13 ottobre. È stata una grande mobilitazione contro il DDL bavaglio quella del 2 ottobre. vedi il video del Comitato vedi il video ANSA
Un presidio davanti a Montecitorio al grido “Palestina libera”, “Antisionismo non antisemitismo”, “Siamo tutti antifascisti”, “Coloro che hanno fatto le leggi razziali, non ci vengano a insegnare la lotta contro il razzismo”. Una manifestazione partecipata e molto colorata con bandiere e striscioni molto chiari e significativi contro la legge bavaglio.
Sono molti gli attori e gli artisti (ne citiamo Moni Ovadia e Vauro) che ieri venerdì 2 ottobre si sono uniti al presidio di contrasto al Ddl Antisemita contro i palestinesi. Una maratona di lettura in piazza Montecitorio ha scandito le motivazioni della protesta. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha affermato: “Sono gli ultimi giorni utili per cercare di impedire l’approvazione di questa norma; questo Ddl è pericoloso perché si basa su una definizione del 2016 che era nata come una linea guida. L’antisemitismo non va confuso con le critiche all’ideologia sionista e anche quando noi diciamo che quello che sta commettendo Israele può o meno ricordare cose del passato, stiamo esprimendo un giudizio e non stiamo praticando antisemitismo”.
In tutta Italia, si sono avute manifestazioni locali e regionali contro la legge bavaglio. Il programma completo sul sito. QUI e QUI
Mobilitazione mondiale per la Palestina libera
Il 10 ottobre è programmata a livello mondiale una giornata di mobilitazioni per la Palestina. l’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario.
Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Il dr. Hussam Abu Safiya candidato al premio europeo Sakharov: leggi tutto!
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, 4 mesi e 19 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 04 ottobre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
È arrivata questa settimana una nuova adozione a distanza. Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 173 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Sabato 17 ottobre, “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata alla biblioteca di San Martino al Tagliamento (Pordenone).
A Torino, la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata al il festival Matota di letteratura per ragazze e ragazzi. Inaugurazione il 25 settembre. Ne parlerà una delle curatrici, l’illustratrice Emanuela Bussolati. Ecco qui il link al sito del festival www.matota.it
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
Sostienici!
Per farlo basta un click: QUI il conto PayPal
Oppure bonifico: IBAN C/C presso BancoPosta:
IT95V0760116500001077263521
Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.
Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
Rispetto della Privacy: leggi tutto!
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Per ascoltare l’audio di oggi, 04 ottobre 2026:
Rassegna anno VII/271 (2223)
Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com
e visita il sito: https://www.anbamed.it
Sostieni l’informazione libera e indipendente!
Per farlo con una donazione basta un click: QUI il conto PayPal,
Inquadra il QR:
Oppure bonifico: IBAN (nuovo) C/C presso BancoPosta:
Causale: Donazione per Anbamed
A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).
Si comincia a risalire la china,
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.
Ieri sono arrivate altre due nuove adozioni. Siamo a quota 175 bambini/e resi felici. (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
Sempre per email: anbamedaps@gmail.com
Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Ieri sabato sono stati uccisi 9 palestinesi. Cinque sono stati uccisi in un solo attacco contro un appartamento a Gaza città: 4 donne e un giovane ragazzo (vedi i dettagli più avanti).
– Zain al-Din Hamdan è stato ucciso da colpi di arma da fuoco sparati da un drone a Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.
– Muhammad Talaat Aqel, del campo profughi di Jabalia, è morto per le ferite riportate a causa del fuoco israeliano a Deir al-Balah alcuni giorni fa.
– Mahmoud al-Bazm è stato ucciso in un attacco a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale.
-è deceduto Mohammed Akram Anan, di Gaza città, ferito in un precedente bombardamento sulla sua tenda.
– L’artiglieria israeliana ha bombardato la parte settentrionale del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
– Diverse persone sono rimaste ferite quando un gruppo di civili è stato preso di mira vicino all’incrocio di al-Jalaa, a nord di Gaza City.
– L’artiglieria israeliana ha colpito l’area intorno al ponte di Wadi Gaza.
– Una ragazza è stata ferita da colpi di arma da fuoco israeliani all’interno della sua tenda a Wadi al-Salqa, a sud di Deir al-Balah.
– Il bombardamento di artiglieria ha colpito aree a sud di Khan Younis.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Chi sono le 4 donne uccise ieri a Gaza?
Una madre e sua figlia, entrambe cristiane di Gaza, e un’accademica palestinese con la madre, sono tra le quattro donne uccise da Israele in un raid aereo contro un edificio residenziale nel quartiere di Rimal, a ovest di Gaza City, nelle prime ore di sabato mattina.
Il raid aereo, che ha colpito il piano terra dell’edificio “Al-Asala 1” vicino alla rotonda di Haidar, ha ucciso cinque palestinesi – le quattro donne e un giovane – e ne ha feriti altri, secondo fonti mediche palestinesi.
Secondo nostri contatti locali, le quattro donne sono: Maysaa Khader Ibrahim Abu Daoud e sua figlia, Mary Hafez Michel Najjar, l’accademica Yasmine Khamis Al-Boubou e sua madre, Haloum Al-Boubou.
Maysaa, conosciuta come “Um Michel”, e sua figlia, Mary, conosciuta come “Um Fouad”, erano cristiane palestinesi originarie di Gaza City.
Madre e figlia dedicavano il loro tempo al servizio dei parrocchiani e degli sfollati presso il rifugio della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City, in mezzo alle drammatiche condizioni umanitarie che affliggono gli abitanti della Striscia di Gaza a causa della guerra genocidaria israeliana, secondo quanto riportato dall’Alto Comitato Presidenziale per gli Affari Ecclesiastici in Palestina.
Yasmin Khamis Muhammad Al-Boubou è una docente palestinese di Multimedia presso il College of Intermediate Studies dell’Università di Palestina a Gaza. Continuate a leggere
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere
==========================================
Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Le aggressioni dei coloni ebrei israeliani contro i nativi palestinesi sta assumendo il carattere di un’offensiva generalizzata e ben architettata da governo ed esercito occupanti. Non sono azioni sporadiche di “ragazzi fuori controllo”, come le presenta il criminale di guerra ricercato Netanyahu. Tutti i giorni e in tutte le province della Cisgiordania e Gerusalemme est occupate avvengono decine di attacchi. Vanno dalle aggressioni a persone e proprietà, incendio di auto e terreni, sradicamento di alberi produttivi (ulivi, mandorli, agrumi…). Non mancano i furti di bestiami e delle olive già raccolte dalle famiglie proprietarie palestinesi.
Di questi attacchi ieri ne sono stati contati 21, in diverse località. Sempre con la sorveglianza e protezione dell’esercito, che interviene soltanto quando la reazione dei palestinesi con le pietre sovrasta l’azione dei coloni aggressori. I feriti palestinesi ieri sono stati 34, alcuni colpiti dalle pallottole di coloni e soldati. 29 gli arrestati, secondo gli episodi narrati dall’agenzia Wafa.
Giornalisti nel mirino
In Cisgiordania, ieri, l’esercito di occupazione ha arrestato due giornalisti durante lo svolgimento del loro lavoro.
Raja Jabr, membro del sindacato dei giornalisti, è stata arrestata ad Arraba.
Sami El-Shamy è stato arrestato nel villaggio di Assira Ghiblia, a sud di Nablus.
A tutt’e due sono stati sequestrati macchine fotografiche, cellulari e computer. Sono state perquisite le loro case. Ad oltre 24 ore dall’arresto non sono stati rilasciati e nei loro confronti non sono state avanzate accuse. Il governo Netanyahu, come a Gaza, non vuole che il mondo venga a sapere nulla dei crimini che stanno compiendo il suo esercito ed i suoi coloni.
Qusra
Un mese e 25 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
Un nuovo caso di occupazione di case palestinesi. È avvenuto ieri a al-Mughayyir. Alcuni coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, hanno fatto irruzione nella periferia del villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah. Fonti locali hanno riferito che i coloni sono entrati nella pianura di Marj Si’a, situata tra i villaggi di al-Mughayyir e Abu Falah, e hanno fatto pascolare le loro pecore su terreni di proprietà palestinese. Le forze israeliane hanno quindi fatto irruzione in un’abitazione della zona per fornire protezione ai coloni.
In precedenza, alcuni coloni avevano fatto pascolare le loro pecore su terreni agricoli nel villaggio di al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah.
Marzouq Abu Na’im, vice capo del consiglio del villaggio di al-Mughayyir, ha dichiarato che un gruppo di coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, ha fatto pascolare le proprie pecore negli oliveti nella parte orientale della pianura di al-Mughayyir, causando danni agli alberi e ai raccolti. La casa dei contadini palestinesi, dopo aver cacciato i proprietari, è stata consegnata dai soldati ai coloni armati.
USA/IRAN
Tre navi colpite da droni e mine nello Stretto di Hormuz, in due giorni. Nessuna rivendicazione, ma è chiara la responsabilità delle Guardie rivoluzionarie iraniane, che hanno minato il corso di mare e minacciato tutte le navi commerciali che non concordano il passaggio con la marina di Teheran, pagando i dazi imposti unilateralmente.
La navigazione nel Golfo è praticamente bloccata, malgrado gli strali di Trump, che afferma il pieno controllo Usa sullo Stretto.
Malgrado le misure dei paesi consumatori, di riduzione delle riserve strategiche, i prezzi del petrolio continuano a salire, in mancanza di una prospettiva certa di fine della guerra nel Golfo e nel Mar Nero (guerra Russia Ucraina).
Yemen
Bombardamento saudita su Sanaa. Capitale dello Yemen, sotto il controllo degli Houthi dal 2014. Sul fronte occidentale e centrale, le forze di governative sostengono di aver guadagnato posizioni. Dal canto loro, le milizie Houthi hanno bombardato con missili balistici e droni un complesso petrolifero della Aramco ad Assir, in Arabia Saudita. È una guerra guerreggiata che rischia di incendiare di nuovo tutta la regione, coinvolgendo anche altri paesi in sostegno al regno.
Etiopia
Le truppe governative stanno riprendendo di nuovo Makalle, abbandonata dai combattenti del Fronte popolare per la liberazione del Tigray. Il paese scosso da una guerra civile su più fronti è attraversato da scontri inter-etnici che potrebbero durare a lungo. La tregua del 2022 non ha retto, per la mancanza di rispetto da parte del governo centrale delle promesse di autonomia da concedere alle regioni.
Si sovrappone alla crisi interna anche una conflittualità esterna con i paesi confinanti, Sudan e Eritrea, che si sommano alla tensione con l’Egitto per le acque del Nilo, sottratte da Addis Abeba con la costruzione della diga “Rinascita”, che ha ridotto l’afflusso di acque, riducendo il più grande fiume del mondo, in alcune zone egiziane e sudanesi, a ruscelli e minacciando navigazione e agricoltura.
L’Etiopia ha rotto le relazioni diplomatiche con l’Eritrea e ha cacciato un diplomatico egiziano. Asmara e il Cairo hanno risposto con misure equivalenti.
DDL antisemita contro i palestinesi
Adesso, in tutta Italia, è in corso la preparazione dei presidi del 10 e 13 ottobre. È stata una grande mobilitazione contro il DDL bavaglio quella del 2 ottobre. vedi il video del Comitato vedi il video ANSA
Un presidio davanti a Montecitorio al grido “Palestina libera”, “Antisionismo non antisemitismo”, “Siamo tutti antifascisti”, “Coloro che hanno fatto le leggi razziali, non ci vengano a insegnare la lotta contro il razzismo”. Una manifestazione partecipata e molto colorata con bandiere e striscioni molto chiari e significativi contro la legge bavaglio.
Sono molti gli attori e gli artisti (ne citiamo Moni Ovadia e Vauro) che ieri venerdì 2 ottobre si sono uniti al presidio di contrasto al Ddl Antisemita contro i palestinesi. Una maratona di lettura in piazza Montecitorio ha scandito le motivazioni della protesta. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha affermato: “Sono gli ultimi giorni utili per cercare di impedire l’approvazione di questa norma; questo Ddl è pericoloso perché si basa su una definizione del 2016 che era nata come una linea guida. L’antisemitismo non va confuso con le critiche all’ideologia sionista e anche quando noi diciamo che quello che sta commettendo Israele può o meno ricordare cose del passato, stiamo esprimendo un giudizio e non stiamo praticando antisemitismo”.
In tutta Italia, si sono avute manifestazioni locali e regionali contro la legge bavaglio. Il programma completo sul sito. QUI e QUI
Mobilitazione mondiale per la Palestina libera
Il 10 ottobre è programmata a livello mondiale una giornata di mobilitazioni per la Palestina. l’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario.
Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Il dr. Hussam Abu Safiya candidato al premio europeo Sakharov: leggi tutto!
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, 4 mesi e 19 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 04 ottobre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
È arrivata questa settimana una nuova adozione a distanza. Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 173 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Sabato 17 ottobre, “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata alla biblioteca di San Martino al Tagliamento (Pordenone).
A Torino, la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata al il festival Matota di letteratura per ragazze e ragazzi. Inaugurazione il 25 settembre. Ne parlerà una delle curatrici, l’illustratrice Emanuela Bussolati. Ecco qui il link al sito del festival www.matota.it
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
Sostienici!
Per farlo basta un click: QUI il conto PayPal
Oppure bonifico: IBAN C/C presso BancoPosta:
IT95V0760116500001077263521
Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.
Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
Rispetto della Privacy: leggi tutto!

[…] [Anbamed] NL 2223 – 04 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2222 – 03 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2221 – 02 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2220 – 01 ottobre 2026 ANBAMED Tag articolo: #Anbamed#MEDIO ORIENTE#MEDITERRANEO#Palestina […]