Per ascoltare l’audio di oggi, 08 ottobre 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;   

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/275 (2227)

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Causale: Donazione per Anbamed

A settembre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 760,00 € (+ 630,00 €) rispetto al precedente mese di agosto).

Si comincia a risalire la china,

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 6.653,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 442,20 € per il libro “Strega!”.

Ieri sono arrivate tre adozioni in un giorno solo. Siamo a quota 179 bambini/e resi felici. (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com                                                                                      

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

A tre anni dal sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre e dall’inizio dell’invasione genocidiaria israeliana a Gaza, la guerra non si è fermata un solo giorno.

Ieri, 5 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano.

A Gaza e Khan Younis le truppe israeliane hanno continuato i bombardamenti dall’artiglieria e dai caccia e droni. Nel centro della Striscia, invece, sono i carri armati a colpire da postazioni a ridosso dei campi di sfollati, con attacchi mirati. Una bambina è stata gravemente ferita a Hay Tuffah mentre stava raccogliendo legna.

Su Mawassi incombe anche l’azione congiunta dei carri armati sulla cosiddetta linea gialla e i bombardamenti dell’artiglieria navale. 17 persone sono rimaste ferite e ricoì’09verate negli ospedali da campo.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.  

Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”

Per aderire:  petizione.gaza@avvenire.it  per leggere l’appello  

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.

Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere; 17° puntata Articolo e foto qui video nei link pubblicati sul sito.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

La violenza dei coloni non ha argini ed è coordinata e protetta dall’esercito, perché è funzionale al progetto di cacciata dei nativi come nel 1948. Ieri c’è stato l’assassinio di un contadino a Burqa.

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che un anziano palestinese è rimasto ferito in seguito a un’aggressione da parte di coloni nella città di Marda, vicino a Salfit.

Un nostro contatto ha riferito che i coloni hanno incendiato un veicolo e imbrattato con scritte razziste il villaggio di Deir Nizam, a nord-ovest di Ramallah.

L’esercito ha compiuto 42 invasioni di villaggi e città palestinesi, nella sola giornata di ieri. Era in vigore la chiusura ermetica della Cisgiordania, verso l’esterno e nelle comunicazioni interne, con l’attivazione di tutti i 900 blocchi stradali fissi, con cancelli metallici e blocchi di cemento, che smembrano il territorio in tante isole chiuse. Il pretesto è la ricerca di armi per sventare ipotetici supposti attacchi nell’anniversario del 7 ottobre, ma l’intento vero è incutere terrore nella popolazione e distruggere l’economia palestinese, con un’azione programmata e coordinata tra soldati e coloni.

Qusra

Un mese e 29 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra. 11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.

La violenza contro le tre famiglie di Qusra si ripete anche nella vicina Burqa. Ieri, mercoledì un palestinese è stato ucciso e altri 16 sono rimasti feriti durante un attacco condotto da coloni israeliani, protetti dalle forze dell’esercito di occupazione israeliano, contro i raccoglitori di olive palestinesi della città di Burqa, a nord-ovest di Nablus, sui loro terreni tra Burqa e la pianura di Ramin, a est di Tulkarm.

Ali Hassan Yasser al-Bazari, di 44 anni, è stato ucciso e altri nove sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave, a seguito dell’attacco delle forze e dei coloni israeliani a Burqa.

Nostri contatti locali hanno riferito che diversi feriti sono stati trasportati all’ospedale governativo di Tulkarm, mentre altri sono stati portati all’ospedale di Nablus, dove uno dei feriti è stato dichiarato morto. Tra i feriti c’era una donna.

Le stesse fonti hanno aggiunto che le forze di occupazione israeliane hanno aggredito le squadre di soccorso vicino al villaggio di Burqa, mentre queste cercavano di raggiungere ed evacuare i feriti dal villaggio di Ramin. Le forze israeliane hanno fermato tre paramedici e un volontario di Burqa, confiscato le chiavi delle ambulanze e poi li hanno rilasciati, costringendoli ad abbandonare la zona.

Testimoni oculari hanno riferito ad Anbamed che un folto gruppo di coloni, accompagnati dalle forze di occupazione israeliane, ha attaccato degli agricoltori di Burqa mentre raccoglievano olive sui loro terreni nella pianura di Ramin. I coloni hanno sparato proiettili veri contro gli agricoltori e li hanno aggrediti fisicamente, provocando loro dei feriti.

I testimoni hanno aggiunto che i coloni hanno impedito alle ambulanze di raggiungere diversi feriti e hanno minacciato di sparare a chiunque si avvicinasse alla zona, ostacolando così l’evacuazione e il trasferimento dei feriti in ospedale.

7 ottobre

Mentre in Israele si ricordano le vittime, risulta sempre più chiaro che Netanyahu sapeva dell’attacco in anticipo, ma non ha fatto nulla per evitarlo e anche la risposta militare è stata tardiva. La stampa israeliana parla di un ritardo di 7 ore dal momento in cui è stato svegliato il premier alla prima reazione locale dell’esercito.   

Le inchieste di +972 e Haaretz hanno svelato la telefonata di MBZ, presidente degli Emirati, un paese arabo amico di Israele, allo stesso Netanyahu che lo avvisava direttamente, a settembre 2023, delle preparazioni di Sinwar, l’allora capo di Hamas, di un attacco in grande stile. Netnanyahu ha smentito la telefonata e ha denunciato il quotidiano, ma la sua richiesta agli Emirati di smentire è stata respinta: “Non facciamo l’ufficio di pubbliche relazioni per nessuno”, ha detto il ministro dell’informazione del paese arabo. Anche la visita lampo e segreta di Netanyahu ad Abu Dhabi e l’incontro con Bin Zayid non ha prodotto il risultato sperato dal premier israeliano. Il capo dei servizi di sicurezza del Cairo, Kamel, ha rivelato che una settimana prima dell’attacco del 7 ottobre, aveva fatto un viaggio lampo segreto a Tel Aviv, dove si è incontrato in aeroporto con un emissario del premier israeliano, informandolo dei preparativi di un attacco da Gaza, insistendo di concludere le trattative con Sinwar, mediate dall’Egitto, per una tregua di lunga durata, di 10 anni, con l’allentamento del blocco ermetico sulla Striscia.

In un’intervista di Elena Testi a Yossi Deskal, ex ufficiale dell’esercito israeliano, alla domanda della giornalista italiana: Atlantic e Haaretz dicono che Netanyahu era stato allertato sul 7 ottobre. E se sì perché non ha fatto nulla? Deskal risponde “Sì, sono convinto che abbia ricevuto degli avvertimenti e ci sono elementi che lo dimostrano. Conosco personalmente il giornalista Shlomi Eldar e sono convinto che ciò che ha riportato sia corretto. Sono state trasmesse segnalazioni anche dallo Shin Bet e dall’Aman. Durante il mio periodo di riserva ho visto personalmente alcune delle segnalazioni che venivano trasmesse. Non si può negare che ci fosse una situazione di tensione e che ci sarebbe potuto essere un evento grave”.

Al di là delle ricostruzioni giornalistiche e delle analisi, la domanda profonda che scuote la società israeliana è del perché non sia stato possibile, a tre anni dall’attacco del 7 ottobre, istituire una commissione d’inchiesta parlamentare indipendente sul fallimento politico e dell’intelligence. Netanyahu e il suo governo si sono opposti testardamente agli inviti dell’opposizione e hanno continuato a gettare fango su avversarti politici e sui funzionari dei servizi, proponendo delle inchieste governative auto-assolutorie.

Giornalisti nel mirino

Il fotografo palestinese Jaafar Ashtiyeh ha iniziato la giornata di martedì con la sua macchina fotografica, documentando gli attacchi dei coloni israeliani contro i palestinesi in Cisgiordania, ma ben presto è passato da testimone a vittima. Ashtiyeh, 58 anni, fotografo veterano dell’Agenzia France Presse (AFP), è stato inseguito e picchiato con i calci dei fucili vicino alla città di Aqraba, a sud di Nablus, martedì, mentre documentava gli attacchi dei coloni contro i palestinesi durante la stagione della raccolta delle olive.

Il fotografo ha riportato ferite alla testa e al busto ed è stato trasportato in ambulanza in un ospedale di Nablus, mentre il suo collega, John Wessels, è stato minacciato con una pistola.

Ashtiyeh e Wessels si trovavano vicino ad Aqrabah quando hanno visto un soldato israeliano fermare un uomo, mentre alcuni palestinesi stavano raccogliendo olive nella zona.

Improvvisamente, un quad è sfrecciato verso di loro da una collina e un uomo a bordo ha aperto il fuoco. Un palestinese è caduto a terra dopo essere stato colpito a una gamba ed è stato anch’egli trasportato in ospedale. Wessels ha affermato che almeno altre sei persone si sono poi scagliate contro i fotografi dell’agenzia, sparando colpi e distruggendo macchine fotografiche cellulari e computer.

USA/IRAN

Il Pentagono ha dato ordini di prepararsi alla ripresa delle ostilità militari con l’Iran, “anche prima delle elezioni di mezzo termine”. Il ministro della guerra statunitense Pete Hegseth ha affermato che il suo Paese è riuscito a erigere un muro d’acciaio impenetrabile contro l’Iran.

Secondo i dati delle società di monitoraggio della navigazione, ogni giorno vengono esportati dalla regione del golfo, con diversi mezzi, sia navi che oleodotti, 18 milioni di barili al giorno in media nel mese di settembre, contro i 23 milioni precedenti all’aggressione Usa contro l’Iran. Rappresentano l’81% della normale esportazione in tempo di pace. La penalizzazione maggiore è per l’esportazione del petrolio iraniano, che soffre del blocco dei porti imposto dagli Stati uniti. Molti analisti vedono nella crisi dei prezzi petroliferi in Europa, in continuo aumento, una speculazione delle compagnie petrolifere.

Yemen/Arabia Saudita

Ieri, di nuovo i missili yemeniti lanciati dagli Houthi hanno colpito due aeroporti sauditi, Abha e Riad, e quello di Aden. In Arabia Saudita sono stati annunciati tre civili uccisi dall’attacco Houthi. L’aeroporto di Aden, in Yemen, è stato chiuso al traffico civile ed un volo dal Cairo è stato respinto e fatto tornare indietro.

La situazione sui vari fronti a terra è complicata e i comunicati delle parti sono contraddittori. I governativi parlano di una “guerra di liberazione” per riprendere la capitale Sanaa, ma sono impantanati nel fronte sud occidentale e non hanno ancora preso il controllo della costa sul mar Rosso, come precedentemente annunciato. Le milizie Houthi sono in difficoltà a Maarib e Taez, ma sono riusciti a prendere il possesso di una importante via di comunicazione tra il capoluogo Aden e Taez, tagliando i rifornimenti ai governativi.

L’allargamento del conflitto rischi di coinvolgere il Pakistan e la Turchia in una guerra senza quartieri. I due paesi islamici negano l’impegno diretto nela guerra in Yemen, ma soltanto nella difesa del territorio saudita dagli attacchi Houthi, ma il passo verso il deragliamento generale è breve.

Etiopia/Eritrea

Si innalza la tensione tra Addis Abeba e Asmara. Le truppe etiopiche governative e le milizie alleate stanno allargando il controllo sul capoluogo del Tigray, Makallè, dopo il ritiro delle forze del Fronte Popolare. Sono sempre più insistenti le voci sulla presenza di truppe eritree nel nord del Tigray, penetrate a circa 40 km dal confine. Finora non ci sono conferme da fonti indipendenti. Tra i due paesi si era registrata una rottura diplomatica dopo l’espulsione di diplomatici eritrei da Addis Abeba e la risposta di Asmara di rottura delle relazioni.

DDL antisemita contro i palestinesi

Adesso, in tutta Italia, è in corso la preparazione dei presidi del 10 e 13 ottobre. È stata una grande mobilitazione contro il DDL bavaglio quella del 2 ottobre. vedi il video del Comitato vedi il video ANSA

Mobilitazione mondiale per la Palestina libera

Dopodomani, il 10 ottobre è programmata a livello mondiale una giornata di mobilitazioni per la Palestina. l’Alleanza Globale per la Palestina invita tutti e tutte ad una giornata mondiale di mobilitazione per sabato 10 ottobre per chiedere ai governi un embargo sulle armi, sanzioni contro lo stato di Israele e la fine della complicità internazionale con questo stato genocidario.

Oltre 200 città hanno già confermato l’organizzazione di presidi e manifestazioni per quella data.

Solidarietà con la Palestina

Il Centro europeo per i media palestinesi ha documentato oltre 68.000 manifestazioni ed eventi svoltisi in 818 città di 30 paesi europei durante i tre anni della guerra genocida nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata.

Il monitoraggio e la documentazione sul campo e digitale, condotti dal centro in collaborazione con istituzioni e associazioni palestinesi operanti in Europa, hanno registrato 68.162 eventi tra ottobre 2023 e ottobre 2026.

Libertà per il dr Hussam Abu Safiya

Il dr. Hussam Abu Safiya candidato al premio europeo Sakharov: leggi tutto!

Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, 4 mesi e 23 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 08 ottobre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!

La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.

Solidarietà/Al-Najdah

Nella seconda metà di ottobre, si svolgeranno incontri con gli affidatari e affidatarie, aperti al pubblico, in diverse città italiane. Da Roma, a Chiavari, Genova, Trofarello, Cambiano (in provincia di Torino). Poi Milano, Bologna e Firenze. Ve daremo maggiori e dettagliate informazioni appena sarà completato il programma.

A Torino, la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte è stata presentata al festival Matota di letteratura per ragazze e ragazzi. Ne ha parlato una delle curatrici, l’illustratrice Emanuela Bussolati. Ecco qui il link al sito del festival www.matota.it

La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!

Sono arrivate ieri tre adozioni in una sola giornata. Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 179 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.

Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.

Sabato 17 ottobre, “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata alla biblioteca di San Martino al Tagliamento (Pordenone).

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.

Grazie per l’ascolto e a domani.

Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.

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1 commento

  1. […] [Anbamed] NL 2227 – 08 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2226 – 07 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2225 – 06 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2224 – 05 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2223 – 04 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2222 – 03 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2221 – 02 ottobre 2026 [Anbamed] NL 2220 – 01 ottobre 2026 ANBAMED Tag articolo: #Anbamed#MEDIO ORIENTE#MEDITERRANEO#Palestina […]

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